Pubblicato il 30/04/25 Pubblicato il 30/04/25
Come fanno le nostre creme a far arrivare i principi attivi negli strati più profondi della pelle? Il segreto potrebbe sembrare ispirato da un film di fantascienza: minuscole bolle microscopiche che trasportano i principi attivi direttamente alle cellule giuste. In realtà questa tecnologia esiste davvero e ha un nome: stiamo parlando dei niosomi.
Immaginalo come un minuscolo palloncino, la cui superficie esterna ama l’acqua mentre l’interno ama i grassi. In pratica funziona come un micro-contenitore che può racchiudere al suo interno ingredienti attivi di vario tipo e trasportarli attraverso la pelle fino a destinazione.
In termini più tecnici, i niosomi sono vescicole – piccole sfere cave – fatte di tensioattivi non ionici. Queste molecole si auto-assemblano formando una membrana a doppio strato, molto simile a quella di un liposoma o persino delle nostre cellule: le teste idrofiliche sono rivolte verso l’esterno, a contatto con l’acqua, mentre le code idrofobiche si aggregano all’interno. È grazie a questa struttura che un niosoma può intrappolare al proprio interno sia sostanze idrosolubili, sia sostanze liposolubili, come per esempio il CBD.
Una curiosità storica: i niosomi non sono un’invenzione recentissima. I primi niosomi furono brevettati nel 1975 dai ricercatori per applicazioni cosmetiche. Da allora, numerosi studi scientifici hanno setacciato le potenzialità di queste microsfere in vari campi, da quello farmaceutico a quello cosmetico, fino a quello alimentare, confermandone le capacità uniche. Oggi, grazie a questi progressi, i niosomi sono diventati il cuore di formulazioni cosmetiche all’avanguardia come quelle di Essentialnio.
Ma, in pratica, perché abbiamo scelto di usare i niosomi nelle nostre formulazioni? Abbiamo almeno quattro buoni motivi per farlo!