Pubblicato il 28/10/25 Pubblicato il 28/10/25
La dermatite atopica è una condizione cutanea cronica che colpisce adulti e bambini, e che tende a manifestarsi con pelle secca, prurito e arrossamenti. Chi ne soffre lo sa bene: quando arriva l’inverno, i sintomi sembrano accentuarsi. Ma perché succede? E, soprattutto, cosa si può fare per limitare i fastidi?
Durante l’inverno, la pelle è messa a dura prova. Le temperature più basse riducono la produzione di sebo, ossia la barriera protettiva naturale della pelle, rendendola più vulnerabile. A peggiorare la situazione ci pensa l’aria secca, sia all’esterno che negli ambienti interni riscaldati. Il riscaldamento domestico abbassa ulteriormente il livello di umidità, provocando una perdita d’acqua nella pelle (la cosiddetta disidratazione trans-epidermica). Il risultato? Cute che tira, prurito, irritazioni e riacutizzazioni della dermatite.
Anche i continui sbalzi di temperatura mettono sotto stress la pelle atopica. Questi sbalzi possono favorire la comparsa di infiammazione, rendendo la cute più sensibile e soggetta a microlesioni. Inoltre, in inverno aumenta lo stress ossidativo dovuto ai radicali liberi, che contribuisce a indebolire ulteriormente la barriera cutanea.
Spesso sono le piccole abitudini quotidiane a peggiorare i sintomi, anche senza accorgersene.
Docce troppo calde, detergenti aggressivi o indumenti in lana a diretto contatto con la pelle sono tra i principali “sabotatori” dell’equilibrio cutaneo. Anche l’alimentazione può influire: una dieta povera di acidi grassi essenziali (come gli omega-3) e antiossidanti può rendere la pelle più secca e reattiva.
Scegliere i prodotti giusti può fare la differenza. Formule lenitive, idratanti e prive di profumi o parabeni aiutano a ridurre la secchezza e a calmare il prurito.
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